
La prima scelta da compiere è la scelta della giusta tipologia di mutuo, che deve tenere conto dei costi complessivi dell’operazione e delle clausole contrattuali nei diversi scenari che si possono aprire da oggi fino ai prossimi 20/30 anni. Le tipologie di mutuo sono fondamentalmente quattro:
- a tasso variabile: attualmente rappresentano il 70-80% dei prodotti proposti dalle banche. Oggi presentano tassi d’interesse ai minimi, ma restano una scommessa sulla stabilità o – meglio ancora – sul ribasso a lungo termine di spread indicizzati a tre mesi;
- a tasso variabile con CAP: sono oggi marginali data la differenza minima di costi rispetto a un tasso fisso, offrono la garanzia di un tetto massimo all’adeguamento in rialzo del tasso d’interesse;
- a rata fissa e durata variabile: adatti a tutti coloro che non possono permettersi aumenti nell’importo della rata e preferiscono spalmare l’impatto dei tassi d’interesse in rialzo mediante l’allungamento della durata del mutuo. In questo caso fate davvero attenzione, perché vanno verificate con cura tutte le clausole contrattuali;
- a tasso fisso: oggi i tassi d’interesse applicati sui migliori prodotti sono vicini a quelli dei mutui a tasso variabile.
Altro aspetto a cui prestare attenzione sono i costi per la documentazione. È vero che le banche hanno azzerato le cosiddette spese d’istruttoria, ma restano da valutare i costi relativi alla documentazione da presentare e agli atti da perfezionare. Qualche esempio?
Il costo per le copie di planimetrie, visure catastali e atti notarili può variare sensibilmente a seconda che si ricorra a un’agenzia di servizi o al Catasto online.
Anche la polizza vita o multirischi, divenuta pressoché obbligatoria come garanzia accessoria del credito, ha un costo non indifferente, e può arrivare fino al 7-8% del finanziamento erogato.
In notaio infine tra onorario, IVA e altre imposte, la parcella del notaio supera di poco il 2% della somma erogata.

