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Paper house: vivere in una casa fatta tutta di carta

 

paper house

 

Paper House: sembra una normale abitazione ma è fatta tutta di giornali… eh si! tutta di carta. Era il 1922 quando l‘ingegnere Elis Stenmanù ha iniziato a costruire la sua casa estiva a nord di Boston, Rockport, Massachusetts, negli Stati Uniti d’America.

Non usò né mattoni né armature di ferro nella costruzione ma solo carta pressata. Ogni cosa all’interno di questa straordinaria abitazione è fatta infatti con carta di giornali.

La carta usata adatta a questo tipo di costruzione ha le caratteristiche della cartapesta. È una massa di insieme ottenuta facendo macerare in acqua ritagli di carta, avanzi di giornali, pasta di legno, con l’aggiunta di gomma, colla e sostanze minerali (gesso, argilla ecc.).

Poi si prepara incollando uno sull’altro più fogli di carta, continuando a comprimere il tutto. Il tipo più comune di carta usata è quella da giornale destinata alla stampa dei quotidiani. Questa carta è molto economica e leggera; essa contiene 80% e di pasta meccanica e il resto di cellulosa al solfito greggia.

Per realizzare la Paper House è stata usata la carta di giornale pressata, con colla e vernice per mantenere impermeabile la struttura

tavolo e sedie in cartapesta

 

Lo scheletro dell’abitazione del signor Stenmanù è fatto di legno, come anche il pavimento, su cui sono stati incollati i vari strati di carta pressata alta due centimetri di spessore.

Così si isola il pavimento e le mura dall’umidità. Quando le pareti della casa sono state completate nel 1924, Elis Stenmanù ha iniziato a realizzare con la carta di giornali pressati anche tutti gli arredi interni.

Tutto nella Paper House è fatto di carta, ad eccezione del camino in mattoni e del meccanismo interno al pianoforte.

Tutto nella Paper House è fatto di carta

 

All’interno i mobili sembrano di legno ma sono fatti di carta di giornali (anche il pianoforte)

interno paper house

 

Sono passati quasi 100 anni e la Paper House è ancora in piedi. Oggi è diventata un museo gestito dal nipote di Stenmanù. Rimane per tutti gli appassionati e non un esempio di un’architettura eco-sostenibile, assolutamente attuale e da riproporre per altre costruzioni.

Con l’evoluzione delle tecnologie e con un processo di sensibilità ambientale delle popolazioni, la materia prima utilizzata per la produzione della carta proveniente da alberi di conifere, di betulle e di eucalipti, si sta lentamente modificando.

Anche per merito di questo ingegnere e di questa casa di carta, oggi si difendono i boschi e si impara a rispettare sempre di più quello che ci circonda.

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