
“Nel 1989 non sapevo disegnare quindi non pensavo che avrei potuto diventare un artista, ma mi piaceva molto camminare. Così ho usato il camminare tra le strade e i vicoli stretti per scoprire mucchi di immondizia e cantieri” spiega Choi, “Mi sono reso conto che le persone “normali” si fanno costruire e creare le cose migliori da artisti o professionisti. Ho deciso di contro di non diventare un artista ma di essere una persona comune che pensa come un artista“.
Il pensiero di Choi è molto semplice: “La gente pensa che si può trovare arte solo nei musei e nelle gallerie, ma in realtà l’arte cambia in base a come la si guarda“. Non per niente, il 90% delle sue opere è realizzato con materiali provenienti dalle discariche o dalla spazzatura che egli trova per strada. La sua arte quotidiana, infatti, non snobba nulla: utilizza cavi, fili, cibi veri e finti e perfino carrelli per la spesa.

