
Il fascino del tempo passato si ritrova spesso nelle cose di una volta. Un quadro, un ninnolo, un centrino a uncinetto, un vaso di ceramica, un mobile e tanto ancora.
Che cosa fare degli oggetti che ci hanno stancato e che vorremmo dare via ma che ci dispiace gettare nella spazzatura? Un modo semplice e comodo è quello di portare il tutto al mercatino dell’usato.
Si entra così, pagando una tessera e registrandosi nel sistema, in una gestione di vendita diretta dove sono valutati i singoli pezzi in vendita. Dopo aver riconosciuto al gestore una percentuale sul valore della merce, si può guadagnare qualche soldo in un tempo breve.
Di solito il gestore del mercatino è disposto anche a ritirare a domicilio mobili, elettrodomestici funzionanti e oggettistica di dimensioni difficili da trasportare, purché siano ancora in ottimo stato.
Cosa serve per partecipare ai mercatini?

Basta fotografare l’oggetto e proporlo in vendita al prezzo che vogliamo. Sembra una contrattazione d’altri tempi: sono io che mi libero di una mia cosa, spiegando la sua provenienza e dandole un valore economico che mi conforta un po’ per averlo dato via!
Diamo un’occhiata a quello che offrono i mercatini dell’usato. Ce ne sono tanti ultimamente. Ci sono i classici mercatini a bancarella, che i dispongono sullo spazio appositamente creato in occasione dio fiere o sagre di paese.
Altri sono organizzati come veri e propri negozi e sotto la forma del franchising. Alcuni sono anche mercatini improvvisati da gruppi di associazioni di volontariato che raccolgono oggetti usati, scovati nelle cantine o nelle case in vendita o regalati da benefattori.
Come vendere su mercatino dell’usato?

Spesso sono un piccolo sostegno per opere di solidarietà senza avere alcun costo. E’ un’avventura scoprire questo mondo in continuo movimento. Di solito i mercatini si trovano in enormi magazzini e si può girare quanto uno vuole.
Si può guardare, toccare, provare e scoprire che c’è di tutto: cose di valore a buon prezzo, mobili di antiquariato a costo più basso rispetto al negozio, libri antichi e nuovi, dischi, abbigliamento usato e scarpe ancora in buono stato.
Così senza pensarci, riscopriamo che quel vecchio giradischi degli anni ‘60 ci piace perché ci ricorda la nostra infanzia. Diventiamo così anche noi dei clienti che fanno muovere la macchina del riciclo e delle cose usate.

