Vai al contenuto

Come liberare una casa occupata abusivamente

    Le case occupate abusivamente stanno diventando un fenomeno diffuso ed è importante capire come agire e in quale modo muoversi all’interno della legge italiana per fare in modo di liberare la propria casa occupata abusivamente nel minor tempo possibile.

    Vediamo allora quali possono essere le situazioni e quali i consigli da seguire per liberarsi da una situazione francamente spinosa e preoccupante.

    Distinguere tra i vari casi di occupazione abusiva

    Distinguere tra i vari casi di occupazione abusiva

    È importante distinguere tra i casi in cui l’occupazione abusiva inizia con un’azione violenta, come forzare la serratura della porta d’ingresso o una finestra, e quelli in cui si è consegnato volontariamente l’immobile a una persona che, una volta scaduto il contratto, rifiuta di andarsene. La stessa dinamica può essere presente quando un inquilino, dopo aver smesso di pagare l’affitto, rimane all’interno dell’abitazione.

    Nel caso in cui tra le parti non sia stato stipulato un regolare contratto di locazione e l’inquilino occupi l’immobile senza regolarità, il proprietario non può utilizzare la procedura di sfratto per morosità o per finita locazione per liberare l’immobile e lo stesso vale anche se il contratto esiste, ma non è stato registrato presso l’Agenzia delle Entrate.

    A questo punto, potrebbe essere utile registrare il contratto di locazione, anche se in ritardo, pagando una multa fino al 120% della tassa di registro dovuta. Una volta che il contratto è stato registrato, sarà possibile procedere con lo sfratto.

    La procedura da mettere in atto per liberare una casa occupata abusivamente

    Vediamo quali sono i passaggi per liberare una casa occupata abusivamente, solo in questo modo sarà possibile per chi si trova in questa condizione capire come agire in modo efficace senza perdere tempo oppure le speranze.

    I passaggi possono essere definitivi secondo le loro modalità e sono:

    • Denuncia-querela: Nel caso di occupazione abusiva di un immobile, è necessario presentare una formale denuncia-querela presso un commissariato di Polizia o una stazione dei Carabinieri per avviare un procedimento penale contro gli occupanti;
    • Azione davanti al giudice civile: La denuncia-querela darà inizio a un procedimento penale in cui è possibile richiedere il risarcimento del danno come parti civili. Tuttavia, per riottenere il possesso dell’immobile, è necessario rivolgersi al giudice civile;
    • Azione di reintegrazione: Anche se non si è proprietari dell’immobile ma si è inquilini o si ha un altro titolo di occupazione, è possibile avviare un’azione di reintegrazione presso il Tribunale competente. Si tratta di un’azione diretta ed efficace per riottenere il possesso dell’abitazione occupata abusivamente;
    • Ricorso e ordinanza di reintegrazione: Un avvocato redigerà un ricorso per chiedere la reintegrazione nel possesso dell’abitazione e la condanna degli occupanti al rilascio immediato. Se sussistono i presupposti, il giudice emetterà un’ordinanza di reintegrazione;
    • Rilascio dell’abitazione: Il giudice adotterà le misure necessarie per far liberare l’immobile, compreso l’ausilio della Forza pubblica e il rilascio forzato dell’abitazione in caso di resistenza da parte degli occupanti;
    • Azione di rivendicazione: Se è trascorso più di un anno dall’occupazione abusiva e si è proprietari dell’immobile, si può avviare un’azione di rivendicazione per far valere il diritto di proprietà. Questa azione richiede una dimostrazione più completa del proprio diritto ed è un procedimento più lungo e complesso.

    Ovviamente, in tutti questi casi è sempre consigliabile consultare un avvocato.