
Che cosa è il cemento? E’ un materiale artificiale legante, capace di agglomerare sostanze incoerenti alla presenza di acqua e indurendo di rendere una massa in un’unica consistenza. La normativa italiana classifica il cemento fondamentale in portland pozzolanico, d’altoforno, alluminoso o fuso considerando che i primi tre sono di tipo normale e l’altro ad alta resistenza. Il portland è il cemento idraulico classico il cui processo di produzione è quello fondamentale di ogni altro cemento. Esso deve contenere calcare e argilla nelle proporzioni rispettivamente del 78% e del 22%.
La miscela dopo l’impasto è avviata ai forni per la cottura. Nel forno la miscela è caricata dall’alto e avanza lentamente riscaldandosi, cuocendo fino alla massima temperatura (1400°C). Il prodotto cotto cade direttamente in un altro cilindro più corto, dove si raffredda per aerazione. Il clinker è macinato in mulini a sfere e quindi depositato in silos. Unendo al clinker, durante la macinazione, della pozzolana (30-45%) oppure scorie dell’altoforno (15-50%), si ottengono rispettivamente cemento pozzolanico e il cemento d’altoforno.
La scoperta delle caratteristiche del cemento si può far risalire al sec. XVIII, quando l’inglese Parker ricavò, dalla cottura di particolari calcari, un materiale che presentava una notevole rapidità di presa. Nel 1824 l’inglese Aspidi ottenne e brevettò un cemento realizzato con marne che insieme fornivano un prodotto analogo alle pietre dell’isola di portland.
Dopo la metà del sec. XIX lo studio e la sperimentazione per la produzione di un materiale di qualità sempre migliore, hanno portato alla realizzazione dei vari tipi di cemento, oggi usati, rendendo questo prodotto una materia prima indispensabile. L’impiego del cemento ha assunto col tempo un’importanza sempre maggiore e si è esteso con grande rapidità in tutto il mondo, tanto da rappresentare una caratteristica peculiare del nostro secolo.
Cemento vivente: il calcestruzzo che si ripara da solo

Dal settore edilizio residenziale il suo uso si estende alla costruzione di stabilimenti, impianti sportivi, ponti, opere portuali, autostrade, acquedotti ecc. al punto che la sua produzione denuncia il grado di sviluppo di un paese.
La ricerca tenta di studiare gli effetti di questo tipo di cemento sulle costruzioni esistenti e sulla loro stabilità di fronte alle devastazioni dovute ai terremoti.
Quando arriva una scossa violenta, il cemento tradizionale si sgretola o si ammassa. Negli Stati Uniti, nell’Università Arcadia nel Michigan, si è avviato uno studio su un tipo di cemento che si rigenera da solo. L’idea è di mescolare delle cellule che reagiscono ai cambiamenti improvvisi.
I ricercatori hanno scoperto il BacilloFilla che ha proprietà particolari e riesce a riparare da solo le lesioni nel calcestruzzo, attraverso la produzione di carbonato di calcio e una colla a base di zuccheri.
L’intento di queste ricerche è di creare una nuova tipologia di cemento che vive e si rigenera. Potrebbe essere la soluzione per le costruzioni del domani. Il bio-cemento è fatto di batteri che vivono. Esso sarebbe programmato per rispondere all’ambiente circostante e ai suoi cambiamenti. Si aspettano altre notizie e studi per migliorare gli spazi di cui ci serviamo.

