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La biblioteca delle cose a Londra

     

    facciata biblioteca delle cose

     

    Nel sud di Londra, nell’ormai “lontano” 2014 un gruppo di ragazzi crea la Biblioteca delle cose (dall’inglese Library of Things). Nati da un progetto su dei prodotti utili per lucidare scarpe, ad oggi il gruppo di ragazzi ha ottenuto circa 15’000 £ (sterline) da 248 generosi donatori grazie ad un progetto di crowdfunding. La loro attività nasce da un container in disuso, ma oggi questo container vede entrare e uscire centinaia di membri che hanno deciso di partecipare al progetto.

    L’idea base della Biblioteca delle cose è che tutto si può prendere in prestito, gratuitamente o a prezzi molto bassi, e riconsegnare a fine uso, senza dover acquistare ogni volta il prodotto in questione. Questo è alla base dell’economia collaborativa, la scienza che studia il guadagno (monetario, in termini di tempo ecc.) del prestare e noleggiare un prodotto anziché comperarlo.

    Infatti risulterebbe più che svantaggioso acquistare un prodotto che useremmo sporadicamente, anziché noleggiarlo solo per il tempo che esso ci serve. A comandare questa categoria di oggetti sono certamente gli elettrodomestici che vanno dai falciatori, ai pulitori di tappeti. Altri prodotti spesso noleggiati sono le attrezzature da campeggio (che si noleggiano una volta tanto per andare in vacanza) che per chi non è frequentatore assiduo della montagna sono inutili da acquistare.

    Come consultabile sul loro sito internet la missione degli addetti ai lavori della Biblioteca delle cose è far si che il noleggio risulti migliore dell’acquisto. Infatti i loro obiettivi dichiarati sono: rendere più accessibile un qualsivoglia elemento, rendere più conveniente l’utilizzo dello stesso, e migliorare la vita della società in cui questa bella realtà si sta sviluppando.

    A Londra, la Biblioteca delle cose, il luogo dove tutto si può noleggiare

    biblioteca delle cose

     

    Infatti come testimoniano direttamente i ragazzi, la Biblioteca delle cose ha già aiutato persone a mettere su la propria azienda, a creare giardini e frutteti “condivisi” e a organizzare mercatini locali o feste di aggregazione del quartiere.

    Gran parte delle spese della Biblioteca sono state coperte da tutte le donazioni ricevute per mezzo del crowdfunding. Oggi la stessa è diventata un modello di business per la Londra meridionale. Ciò che un cliente può fare entrando nella LoT (Library of Things) è noleggiare utensili da cucina o elettrodomestici, ma solo dopo aver controllatone la disponibilità sul portale web della Biblioteca. Come dichiarano i proprietari, tutto ciò è reso possibile dalla fiducia che le persone ripongono nel prestito e nella condivisione.

    Come nel Regno Unito, questa attività si sta diffondendo in tutto il mondo. Attività simili sono presenti negli Stati Uniti d’America, nella Germania, in Olanda e in Canada. La sharing economy non si occupa solo di beni ma anche di servizi, infatti è destinata a valere 335 miliardi di dollari (l’anno) entro il 2025. Esempi molto popolari della sharing economy (circa un anno fa di fronte a Palazzo sforzesco a Milano vi è stato fatto un evento) sono Uber (la nota applicazione per autostoppisti), Airbnb, TaskRabbit ecc.

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