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Il piano di cottura ad induzione: i pro e i contro

     

    cuocere i cibi lentamente con il piano di cottura ad induzione

     

    Impazzano in televisione e sul web i programmi dedicati alla cucina. Ormai siamo abituati a vedere nuove ricette e esperimenti culinari, filmati in ogni dettaglio. E tra le tante inquadrature, di certo vi sarà capitato di vedere i piani che usano il metodo di cottura ad induzione.

    Ossia non tradizionali fornelli con la fiamma generata dal gas, ma piani di cottura fatti di vetro, ceramica, acciaio o altro materiale a contenuto ferroso, che sfruttano il principio dell’induzione elettromagnetica.

    Generando calore diffuso, il piano di cottura cuoce il cibo senza problemi, con qualche piccola differenza rispetto il metodo tradizionale. Da un punto di vista estetico il piano di cottura ad induzione è davvero bello a vedersi: nero e completamente lucido, da alla cucina tutto un altro aspetto.

    Il piano di cottura ad induzione è spesso di tipo elettrico. E’ un piano in vetro che ha delle resistenze sotto la sua superficie. L’energia elettrica riscalda le resistenze, che a loro volta riscaldano il piano in vetro e di conseguenza tutto ciò che viene posizionato sopra.

    Quanto incide sulla bolletta un piano cottura a induzione?

    piano di cottura ad induzione elettrica

     

    La cottura ad induzione elettrica ha dei tempi molto più lunghi di quella tradizionale. Disperde il calore molto di più del gas tradizionale e ovviamente ha un consumo di energia elettrica superiore. Questo è da tenere in considerazione al momento dell’acquisto.

    Inoltre il piano che rilascia il calore, si raffredda molto lentamente quindi si raccomanda di fare attenzione durante la pulizia post cottura. Anche se spento potrebbe essere ancora bollente e causare fastidiose scottature.

    C’è un altro aspetto negativo: il costo. I piani di cottura ad induzione hanno un costo molto alto rispetto alle normali cucine a gas, quasi 500 euro in più. C’è da valutare se vale la pena una spesa del genere, anche in relazione al tipo di cucina che si vuole installare. Con un piano a induzione, tenendo conto dell’efficienza al 90%, per cucinare servirebbero 450 kWh: una spesa di 92 euro in un anno nella bolletta della famiglia tipo. Guardando solo ai consumi non c’è dunque una convenienza rispetto al metano

    Cottura a induzione: errori da evitare

    cucinare col metodo ad induzione

     

    Inoltre si tratta di un tipo di metodo di cucinare, che prevede l’uso di pentolame specifico. Si devono infatti usare delle pentole realizzate in acciaio ad alto contenuto ferroso, diverse quindi da quelle classiche. Anche queste sono in genere più costose.

    Tra i vantaggi di una simile tipologia di cottura c’è il fatto che il calore è distribuito in maniera uniforme, quindi la cottura dei cibi è diversa da quella tradizionale e la si interrompe semplicemente togliendo la pentola dal piano. Per alcune pietanze questo è un grande vantaggio, a livello di sapore e resa del cibo.

    Vi è un elemento di sicurezza in più nei piani di cottura da induzione: l’assenza di gas evita il pericolo di fughe. Si tratta di piani che possono essere alimentati anche ad energia solare. Quindi se in casa avete già un funzionamento delle utenze alternativo, potete attaccarvi il piano e risparmiare così sui costi di funzionamento.

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